STAMPERIA 2RC
I SOGNI AL TORCHIO

Enzo Di Martino

Dopo la grande esplosione di interesse e la eccezionale diffusione che la grafica ha avuto in Italia ed in Europa negli anni '70 e '80, una sorta di oblio è calato su questo linguaggio espressivo dell'arte che pure ha avuto una storia di straordinaria importanza. Non soltanto nello specifico dell'arte ma anche in quella che oggi viene definita la "comunicazione visiva". Perché, non bisogna dimenticarlo, quella che chiamiamo la moderna "civiltà delle immagini" non è iniziata con la televisione, come di solito si dice, ma con l'arrivo della carta in Europa, nel XIII secolo, e la successiva diffusione delle prime incisioni calcografiche. Una grande storia che potremmo far cominciare da Durer, a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, proseguire con Rembrandt, Piranesi e Goya, per citare solo i grandi protagonisti, e giungere infine nel XX secolo a Picasso nella cui opera, è stato scritto, "tutto comincia con il segno".

L. Fontana - "Senza titolo" - 1968 - Incisione

L. Fontana
Senza titolo
1968 - Incisione

La verità, allora, è che proprio in quel ventennio di eccitato ma non motivato "consumismo" di opere grafiche, sono state disattese le "regole" fondamentali di questo nobile linguaggio, spacciando per opere originali vere e proprie riproduzioni di immagini concepite invece come dipinti e tradotte su carta con procedimenti foto-meccanici.
Alimentando peraltro un malinteso storico, fornendo cioè un riferimento giustificativo con le opere della Pop Art americana che richiedevano l'uso di quei procedimenti per ragioni "ideologiche ed espressive" e non di semplice facilità esecutiva. Appare dunque una storica opportunità di riflessione questa bellissima mostra (a cura di Achille Bonito Oliva) che la Fondazione Arnaldo Pomodoro dedica alla produzione della stamperia 2RC di Eleonora e Walter Rossi, attiva a Roma fin dai primi anni Sessanta.

Henry Moore - "Sculptural idea tav. 3" - 1981 - Acquaforte e acquatinta

Henry Moore
Sculptural idea tav. 3
1981
Acquaforte e acquatinta

Collaborando con artisti di levatura internazionale e realizzando opere, spesso di grande formato, di straordinaria qualità formale. Come ad esempio, già nel 1968, i bellissimi "bianchi" con buchi sulla carta di Lucio Fontana. O il grande "Controcanto" del 1974 di Afro ed i raffinati "rilievi bianchi" del 1981 di Alberto Burri. Dello stesso Arnaldo Pomodoro sono esposte alcune suggestive matrici che l'artista realizzava con un suo speciale procedimento che potremmo definire di "bassorilievo" e che appaiono come spartiti musicali. Molto suggestiva appare "Semen" del 1987 di Francesco Clemente, una figura che vola e che sembra provenire da un "altrove" ignoto, mentre inquietante risulta il piccolo "Elefante di Giotto" del 1986 di Enzo Cucchi, collocato in una minuscola grotta bianca nel fondo di una tenebrosa ambientazione nera.

Asger JornLetteralmente scultoree risultano invece le due "Presenze grafiche" del 1972 di Eduardo Chillida, estremamente rigorose nella loro concezione plastica. Lirica, come era peraltro anche la sua pittura, appare la grafica del veneziano Giuseppe Santomaso, con vaste campiture di colore puro che si incontrano armoniosamente, e fortemente suggestionanti sono le intense figure dell'americano George Segal realizzate in maniera "rembrandtiana", cioè con l'apporto del segno a "punta secca". Ma andrebbero segnalate anche le luminose visioni di colori di Alexander Calder del 1972, l'inquietante figura del 1992 di Francis Bacon, le esplosioni di colore di Sam Francis, la raffinata eleganza formale dei fogli di Victor Pasmore e la potenza plastica, infine, della "Reclining Rgure in a landscape" del 1980, di Henry Moore. Un complesso di immagini, come si può vedere, che riaffermano con forza l'autonomia formale e la specificità della grafica d'arte.

Victor Vasarely
Senza titolo - (Presenza grafica) - 1971
Acquaforte e acquatinta