LEONARDO SCIASCIA "RILETTO"
DA MIMMO PALADINO:
UN ILLUSTRATO DAL SAPORE ANTICO

Enzo Di Martino

Le storie popolari, che a volte prendono la forma delle favole per poterle trasmettere oralmente con più facilità, rivelano spesso i connotati più autentici e caratterizzanti, sia umani sia culturali, di una certa comunità e perfino di un popolo.

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A. Jorn
Rèsistance Masculine
1953/54 - Acquaforte

Come avviene di vedere anche in questo bel racconto, titolato ll fuoco nel mare, di Leonardo Sciascia. Che lo scrittore siciliano ha tratto in effetti da una favola antica, in cui si narra la straordinaria vicenda di "Cola pisci", cioè Nicola il pesce, una figura mitica di uomo-pesce che, nel tratto di mare tra Scilla e Cariddi - l'unico posto dove una storia del genere poteva accadere - amava nuotare giocando con i tonni e i delfini.
La favola narra che Federico II, venuto a conoscenza dell'esistenza di questo personaggio, abbia voluto incontrarlo per metterlo alla prova, facendo promesse di compensi risultati però ingannevoli.

Al punto che Cola Pesce, deluso dal comportamento dell'lmperatore e dei suoi ministri, decise dopo l'ultima prova - quella di portare in superficie il fuoco che brucia nelle profondità del mare, forse lo stesso che alimenta l'Etna - di non riemergere più e diventare finalmente solo un pesce.
Occorreva adesso l'entusiasmo di un isolano trapiantato da sempre a Milano come Franco Sciardelli - all'insegna de "L'arte a stampa" e in una confezione di grande qualità editoriale – per ridare vita, nella trascrizione di Sciascia, a questa splendida fiaba che appare anche un'evidente metafora dell'indomabile orgoglio dei siciliani, persistente nonostante le ricorrenti dominazioni straniere che si sono succedute nella storia dell'lsola.
Lo ha fatto coinvolgendo nell'operazione un grande artista contemporaneo come Mimmo Paladino, anch'egli uomo del profondo sud, sannita per la precisione, che alimenta da sempre la sua straordinaria ricerca espressiva alla ricca stratificazione storica, artistica, culturale e mitologica, della sua terra. Evocando, con il suadente e sapiente linguaggio della litografia, due suggestivi volti immaginari di Cola Pesce, delle cui imprese, dopo molti secoli, i pescatori dello stretto parlano ancora oggi.

E arricchendo il testo di alcune piccole linoleumgrafie a colori che, nella loro cruda essenzialità, risultano infine fortemente seducenti ed espressive.
In una di queste, appare infatti la severa testa coronata di Federico II, mentre in un'altra appare l'impressionante visione del fuoco che sorge da quel mitico mare affollato di mille storie di battaglie e di conquiste, di uomini, dei pagani, regnanti crudeli e ammalianti sirene.
Quel mare sul quale ancora oggi "galleggia", immersa nella sua giustificazione storica, l'indomabile e affascinante Sicilia.